lunedì 6 novembre 2017

Che sfido la vita

Avete presente quei giorni in cui ci si sveglia pieni di creatività, pieni di voglia di fare.
Di imparare nuove lingue, di disegnare anche se non lo sai fare, di colorare, di usare colla e brillantini, di iniziare un nuovo quaderno?
In questo periodo mi sento così, forse perché ho bisogno di sfogarmi per tutte quelle ore che passo di fronte al computer a tradurre documenti di ricerca, mettere insieme pensieri critici e dare un senso logico alle cose che inserisco nella mia tesi.

Quindi ieri, ma anche un po' prima, ho preso uno dei tanti quaderni che tengo nel mio armadio. Iniziato alla fine dell'estate e lasciatomi dal mio fidanzato, dentro ci abbiamo raccolto tutte le nostre cose: i biglietti di treni, cinema, musei; date, orari, aneddoti.
Stavo impastrocchiando le pagine ancora vuote con i colori dei vari inchiostri finché, nel mazzo di fogli e ricordi che avevo messo da parte nel mio cassetto non ne è spuntato uno piegato su sé stesso.
Una calligrafia minuta e fine, con una penna blu, su un foglio senza righe.

"Cara Paola, 
è difficile parlare con te...a volte vorrei poter leggere tra i tuoi pensieri per riuscire a capire quello che ti preoccupa e ciò che ti fa star così male. Non sei più la bambina spensierata di un tempo e non sai quanto male ho nel cuore vedendoti in questo stato.
(...)
Soprattutto tu, Paola, puoi sempre contare su di me...Io e te siamo uguali, non riusciamo a parlare dei nostri problemi, ci teniamo tutto dentro anche a costo di morire dal dolore.
Io, per fortuna, ho avuto una brava professoressa che mi ha fatto capire che non esiste solo la voce per comunicare con gli altri: si possono usare anche una penna ed un pezzo di carta.
(...) prova a fare così anche tu...scrivi, e se vuoi far leggere a qualcuno che ti vuole bene magari ti potrà aiutare.
(...)
Senti la voce che parla al tuo cuore ed affronta i tuoi fantasmi. Io posso aiutarti se lo vuoi.
Prendi un foglio di carta e scrivi tutto ciò che ti passa per la testa. Scrivi tutto ciò che ti preoccupa, tutto ciò che ti rende triste, tutto ciò che ti fa piangere ma anche quello che ti fa ridere.
Paola, piccola mia, apri il tuo cuore alle persone che ti vogliono bene (ed io sono tra queste)
(...)"

Non mi sono mai scordata di quella lettera, ma erano anni che non la leggevo per intero perché ogni volta che scorgo già le prime parole mi si riempiono gli occhi di lacrime.
Ci sono delle cose che, a volte, a forza di ripeterle nel tempo ti diventano indifferenti, ne diventi immune; questa lettera non è per me tra queste, così anche mentre ne scrivevo questi piccoli pezzi ho sentito il magone e mi si è rigato il volto di emozione.
Non so bene cosa mi faccia effetto.
Forse che lei mi abbia scritto, e che lei non è una persona qualunque ma una di quelle che più amo nella mia vita. Forse che effettivamente non so neanche io cosa mi stesse succedendo in quel periodo, che cosa stessi bene provando.
Non ho mai voluto dare la colpa al dramma che mi stava accadendo attorno; anche perché se mi chiedeste "pensi che quello ti abbia segnato in qualche modo?", io direi convintamente di no. Ma certo questo non significa che non sia invece accaduto ed a me non interessa semplicemente indagare oltre.
Forse mi fa effetto che quella lettera è datata Gennaio 2005, quando io ancora avevo undici anni e due mesi. E se cerco foto di quando avevo quell'età trovo una bambina dal viso buffo che sorride in camera, con la pelle sempre bianchissima, i capelli più corti di quanto ora potrei sopportare, con vestiti improbabili. Mi fa effetto questo, si. Pensare che quella bambina è la stessa triste e piena di cose nel cuore pronte ad esplodere di cui parla la lettera.

Non l'ha mai letta nessuno. Sono sempre stata troppo gelosa delle mie cose ma anche intimidita dal far capire agli altri quello che sento o posso aver sentito. Per questo motivo anche qui ho nascosto più della metà delle cose che ci sono scritte nell'originale. Credo che di quel che mi stava accadendo non ne abbia memoria nessuno, in realtà. E questo mi solleva, non mi offende.
Il testo per intero l'ho inoltrato per la prima volta ieri solo al mio fidanzato ed è stato proprio lui a farmi notare la questione dell'età.
Seppur io ricordassi benissimo quanti anni avessi, che periodo fosse, non ho mai accostato la me di quel momento alla me delle foto che trovo in giro di quello stesso periodo.
Come se quello che stavo provando allora fosse troppo per una bambina così piccola e così ogni volta in cui ci ho pensato ho trasfigurato la me già grande di ora al posto di quella che ero davvero.
Mi fa sorridere, è tipico di me.
Un modo per proteggermi senza far male a nessun altro.

Quegli anni sono così lontani ed ora mi sento così diversa.
I miei fantasmi ci sono ancora, ma non sono più così grandi. Li tengo a bada, mi accompagnano quando ho qualche paura ma questo non mi ha impedito di fare quello che ho sempre voluto.
Ed ovviamente non c'è bisogno di dire che scrivo; quando sono triste, quando sono felice, quando sono arrabbiata.

Di quella lettera, di quel periodo, mi è rimasta la voglia di insegnare a qualcun altro, chiunque ne abbia bisogno, che tanto tutto passa. E se non passa possiamo farlo passare noi.

Una buona giornata, a chi non è come neve...

martedì 10 ottobre 2017

E forse è così

Io sono due tipi di persone.
Una è quella che non si fida di nessuno, o quasi. Quella che pensa che in agguato ci sia sempre qualcuno che la vuole fregare. Quella che attacca prima di doversi difendere.
Un'altra è quella che ha profondamente fiducia nella bontà altrui. Quella che un gesto può essere mosso solo da semplice affetto-amore, perché anche i miei lo sono.
E se pensate che le due cose non possano per natura convivere, beh, benvenuti nella mia vita.

L'altro giorno io e le mie sorelle stavamo sistemando tutti i regali che i nostri nonni ci hanno lasciato nel tempo (la famosa dote che, almeno al Sud, è ancora molto in voga) e nella stessa stanza si erano accumulati anche i miei libri e quaderni degli anni scolastici passati.
C'erano anche sei dei miei diari. Li avevo aperti di sfuggita, poi li avevo riposti.
Ieri sono ripassata dalla stessa stanza ed ho deciso di portarmeli dietro e leggerli più attentamente.

Ci ho trovato dentro tante cose imbarazzanti; le cose imbarazzanti che tutti gli adolescenti scrivono credendo di star lasciando la frase dell'anno. C'erano dediche di compagni, di amici di altre classi, di nomi che oggi non mi dicono davvero nulla. C'erano anche nomi cancellati, per seguire la scia della vecchia storia del diario bruciato.

Ma soprattutto ad un certo punto mi è comparsa una pagina a quadretti con una lunga scritta in blu.
Ho riconosciuto la calligrafia immediatamente, ma ci sarebbe stata anche la firma a suggerire il mittente. La mia ex compagna di banco, che poi era anche mia amica, mi scriveva che le avevo fatto fare tante figuracce, che ci eravamo divertite tanto in quegli anni, che mi voleva bene e che, concludendo, probabilmente me ne avrebbe voluto per sempre.
E sono rimasta colpita da quella frase.
Da una parte mi sono detta che probabilmente era una di quelle cose che tutte le ragazzine si dicono; addirittura ho provato disagio nel pensare che, a mia volta, da qualche parte sulle pagine del suo diario io abbia potuto scrivere le tre stesse parole per lei.
Dall'altra mi sono chiesta se veramente lo abbia pensato o provato, se forse ero stata io quella ingiusta con lei e se la pessima amica, a ben guardare, non fosse stata la sottoscritta.

Forse sarebbe lungo spiegare quello che è successo tra di noi, o forse non è semplicemente successo nulla. Io non ho mai commesso gesti cattivi nei suoi confronti, anzi. Al contrario, guardando indietro, ci sono tante piccole cose che, sommate, hanno assunto per me l'equivalente di una grande, bella pugnalata.
Come quella volta in cui si era inventata una scusa per non darmi i compiti del giorno dopo, dato che io ero assente, per mettermi in difficoltà coi prof. Che quando un'altra compagna, in buona fede, aveva smantellato quella scusa il giorno seguente vidi l'imbarazzo nei suoi occhi, il viso divenirle rosso ma io avevo deciso che non me ne importava niente e di lasciar perdere.
Come quella volta in cui avevo commesso un grande errore, un errore solo mio non nei suoi confronti, e lei invece di stare dalla mia parte e sostenermi aveva deciso di buttarmi giù e di stare dall'altra barricata, di giudicarmi. Ed io anche allora avevo deciso di lasciare stare, perché in fondo a me non serviva proprio la sua approvazione o quella di chiunque altro, e continuai per la mia strada che oggi mi ha portato qui.
Finché non arrivarono le sue domande fatte per mettermi in difficoltà; quelle in cui sentivo il tono con cui giudicava le mie paure, che però non mi hanno fermata mai, mi hanno solo fatto fare un giro più lungo. Finché non arrivò quel compleanno in cui si materializzò ai miei occhi tutta la noncuranza che mi avevano riservato, mentre per loro era stato fatto pure troppo, col senno di poi.
Finché non arrivò la mia laurea, quando al ristorante io aspettavo solo loro e dopo un'ora di ritardo (no, non è per dire, sono stati 60 minuti veri e propri) fecero capolino senza neanche chiedermi scusa, senza neanche un avviso prima, senza l'affetto che le amiche, quelle vere, ti riservano in un giorno così.
Quella è stata l'ultima volta in cui le ho permesso (il plurale di cui sopra fa riferimento al fatto che le "amiche" in realtà erano due, ed anzi, il comportamento dell'altra è stato anche peggiore ma qui mi soffermo solo sull'autrice di quella dedica) di far parte della mia vita. Ho continuato a declinare inviti, ad ignorare messaggi, a cancellare gruppi in comune finché non hanno smesso di cercarmi, finché le nostre strade hanno smesso di incrociarsi casualmente.

Non so se abbia mai capito quello che è successo davvero; penso che in realtà per lei sia stata io l'artefice di tutto, che sia stata io ad escludere lei. Io non ho mai sentito la sua, la loro, mancanza neppure quando questo ha voluto dire essere rimasta sola.
Forse perché io, in realtà, sola non ci sono mai stata per un motivo o per l'altro.
So che adesso, dopo aver scritto questo post, dopo aver ricordato anche cose che ho deciso di non riportare qui, quella dedica non è più nulla. Solo una frase come un'altra scritta da una persona come un'altra.
So anche che, probabilmente, se un giorno lei dovesse trovare qualcosa di simile da parte mia penserebbe le stesse cose di me.


...Dici che esistono solo persone buone, 
quelle cattive sono solamente sole...
T. Ferro

Una buona giornata, a chi non è come neve...

sabato 23 settembre 2017

Un cielo girato di spalle

La mia estate è finita, ufficialmente. Questo significa che bisognerà cominciare seriamente a pianificare il lavoro di tesi ed i viaggi per la città universitaria, che può sembrare cosa da poco ma tre giorni fa abbiamo affrontato quasi otto ore di viaggio per undici minuti di colloquio con la docente.
E no, non studio dall'altra parte dell'Italia rispetto a dove abito.

Comunque, quello che devo dirvi è molto. Ma è ancora più lungo quello che vorrei scrivervi.
Tanto che dovrei dividere il post in più puntate e non escludo che possa farlo.

La fine dell'estate coincide con la partenza del Rrrromano per la capitale, proprio qualche ora fa.
E' stato molto bello, ve lo avevo detto già in altri post precedenti.
Abbiamo passato tanti momenti intensi, risate manco a dirlo. Abbiamo visitato mostre e musei bellissimi. Condiviso cene, pranzi, colazioni e merendine degne di nota. Siamo andati al nostro cinema preferito e ci siamo ingozzati di pop-corn burrosi come piacciono a me, sorridendo per il cartone animato scelto.
Preso mezzi pubblici nonostante la mia fobia per i germi, passeggiato, incontrato centinaia di facce sconosciute destinate a rimanere tali.
Siamo anche andati ad un matrimonio per il quale, per la prima volta, mi sono dovuta truccare da sola. Per l'occasione io ed il mio fidanzato abbiamo aggiunto un tocco di classe indossando vestito (io) e cravatta (lui, ovviamente) coordinati.

Ho sentito tanto amore verso di me, ancora più forte di prima. Tanto che il papà di Maurizio, che a proposito sta affrontando col sorriso questo duro percorso, per ringraziarmi di essere stata insieme a loro così spesso all'ospedale ha voluto regalarmi un paio di scarpe.
Indicibile l'imbarazzo di dover scegliere qualcosa come se stessi approfittando della sua immensa bontà, tanto che alla fine ho lasciato l'arduo compito al mio fidanzato ed alla mamma, così ho ricevuto un bel paio di stivaletti invernali.

Poi è successa una cosa molto bella. Che può sembrare strano ma è quello che è accaduto.
Mi sono innamorata.
Si, mi sono innamorata di nuovo del mio fidanzato. Magari crederete che sia una cosa banale ed una frase scontata ma non lo è affatto per me. Lui è sempre lui ed io sono sempre io, ma guardandolo qualche giorno fa mi sono detta di essermi innamorata come per la prima volta di Lui. Anzi, molto più della prima volta. Che per quanto possa essere gelosissima non può veramente esserci niente che si avvicini neanche lontanamente all'amore tra noi due. 
(Ma questo non significa che non continuerò ad essere pazza e folle anche solo se condivide l'aria con un altro essere di sesso femminile, eheh).
E questo comporta inevitabilmente che già adesso sento la differenza tra quando è ad un passo da me e quando a km di distanza. Che già ora conto i giorni al contrario per rivederlo e per vivere finalmente insieme continuativamente. Che già ora il telefono è sotto i miei occhi per ricevere sue notizie ed i suoi messaggi.

Certo, per ovvi motivi, la nostra estate è stata molto diversa da quello che avevamo programmato. Pensandoci sarebbe stato meglio che tante cose non fossero successe, però anche così siamo stati in grado di prenderci il meglio della situazione; di trasformare il dolore e la paura in amore e conforto.
Non è scontato per niente ed ancora ora, se mi guardo di pochissimo indietro, mi rendo conto che sia una cosa del tutto speciale, rara, di riservata esclusività.
Ed il fatto che in mezzo ci sia finita proprio io non può che rendermi onorata ed orgogliosa.
Per l'estate che era stata programmata, tanto, c'è sempre il tempo di recuperare, no?

Adesso vi lascio con qualche scatto, che magari le fotografie parlano più di un post-papiro.
Vi abbraccio tutti e sono felice di tornare anche da voi.

Una buona giornata, a chi non è come neve...


            Foto artistica (o almeno, questo era l'intento di Maurizio, non rovinategli l'entusiasmo) scattata ad una mostra di opere tutte in vetro)  






Mio cognato che mi accolla tutti gli scatoloni di scarpe, assicurandosi che gli stessi non facciano un volo imbarazzante. Potete notare anche la mano del mio fidanzato che spunta così, random.


Potete anche notare che non so mettere le foto nei post e sicuro verrà tutto sballato.


Mostra di cuori in tutte le salse molto bella. Uno dei miei preferiti è quello con la corona d'alloro, per ovvi motivi, che casualmente il pittore ha dedicato proprio ad una certa Paola.

  Una delle nostre merendine gustose.

Meravigliosa vista sullo Ionio Calabrese.

domenica 20 agosto 2017

Paura di cadere ma voglia di volare

So quello che vorrei dire ma non so come dirlo.
In quest'ultimo periodo mi sono sentita spesso come se avessi avuto un mondo dentro di me e come se fossi stata completamente vuota.

Oggi ho guardato per l'ultima volta quella che, negli ultimi quasi 5 anni, è stata la mia casa, pur non essendo mia.
E' stato come nei film, però era vero.
Sono rimasta nel corridoio buio, a guardare verso quello che è stato per tanto tempo il mio rifugio, fermando il magone che cominciava a salire.

Non mi ha fatto effetto il momento in cui mettevo tutto negli scatoloni, forse perché c'erano i miei genitori con me, oppure perché la fatica era tanta che non ho avuto il tempo di pensarci.
Non mi ha fatto effetto neanche entrare in macchina, perché ho inghiottito tutto prima di prendere l'ascensore per la prima volta senza in tasca le chiavi per poter riaprire.

Mi ha fatto effetto la parte finale del ritorno, ripensando a quella scena. A me, al corridoio buio, le porte chiuse, le pareti bianche, le mensole vuote.
Ho pensato che all'inizio non volevo proprio starci in quel posto, in quella città. Invece adesso penso a quanto mi mancherà.
Ho scaricato tutto dalla macchina ed ancora una volta non ho avuto modo di rendermi conto bene, anche perché il caldo asfissiante mi ha completamente atrofizzata nonostante abbia continuato a sistemare il più possibile le prime cose.

Però poi mi sono fermata ed ho fatto quello che ho sempre fatto quando mi sono sentita come oggi.
Ho chiuso la porta a chiave dietro di me, mi sono poggiata con la schiena contro il marmo lasciandomi sedere sul freddo del pavimento ed ho lasciato che mi sentissi come dovevo sentirmi.
Perché sapevo che sarebbe stato così forte ed ogni tanto ci ho pensato, ma mi ripetevo che avrei dovuto rimandare i nodi in gola al momento adatto ed oggi è stato il momento adatto.

Ho alzato la testa e mentre con lo sguardo seguivo le venature del rivestimento del bagno, ho sentito crollarmi addosso al collo ed al petto tutto il fiume che avevo dentro.
Mi sono sentita tanto sola, perché forse è qualcosa che devo sentire solo io o forse perché per oggi è meglio così.
Ho sentito tutto quello che avevo taciuto fino a quel momento perché era meglio dare la precedenza ad altro e mi sono ritrovata a pensare a tante, tantissime cose scollegate, come scollegate erano quelle macchie che ho continuato a guardare senza staccarmi mai.

Mi sono ripetutamente messa in piedi per lavarmi il viso e mi sono specchiata accorgendomi di essere una tela completamente bianca, complice anche il sonno ed un mal di testa che ormai mi tormenta da giorni senza tregua, con un unico tocco di colore: il rosso dei miei occhi.
Mi sono sentita tanto piccola ma ho visto in me dei lineamenti più maturi, che prima non avevo.
Mi sono sentita tanto sola ma non sconfitta, non alla fine, non senza un'altra possibilità di farcela ancora.
Mi sono sentita come ci si deve sentire in questi momenti, quando sai che quello che hai fatto lo hai fatto per te stessa e che comunque vada quello che farai lo dovrai anche alle emozioni così.

Mi sono sentita, finalmente e scrivendo questo post, in precario ma sufficiente equilibrio.

Una buona serata, a chi non è come neve...

domenica 13 agosto 2017

Il segno di un'estate -Top5Summer

Nella mia testa stavano lottando diversi post da pubblicare, poi ha vinto il buonsenso ed il silenzio e quindi ho scelto di onorare il tag di Riccardo sul suo Bazar.
Purtroppo credo che non avrò molto e di nuovo da dire, ma accettatemi per quella che sono 😃

La canzone 
Io non sono proprio il tipo che ama i tormentoni convenzionali, quindi Enrique tu meritavi solo ai tempi invernali precedenti, poi sei uscito dalla mia vita musicale. Ovviamente tutti sapete che il mio ammmore sconfinato è per Tiziano e che rappresenta il mio tormentone per la vita, però Riccardo pregava che non fossi scontata nella mia scelta e quindi ho deciso di assecondarlo.
Così la mia seconda preferenza ricade su una canzone molto bella, a mio avviso, di un gruppo che è una piacevole scoperta non troppo vecchia per me; si tratta di Believers degli Imagine Dragons.
Significato, musicalità e voce che si adattano bene ai miei gusti.
Comunque per strapparvi un sorriso aggiungo che invece la mia nipotina tre-enne ama "l'esercito dei selfie" e non vi dico come la canta a squarciagola con la sua dialettica!

La ricetta
Io non sono una cuoca e temo che non lo sarò mai, anche perché non amo mangiare ed assaggiare cose nuove. Comunque, scavando nei meandri della mia mente mi sono resa conto che esiste una ricetta che io e le mie coinquiline abbiamo riproposto molteplici volte (soprattutto a causa mia 😁) dalla fine dell'inverno all'inizio dell'estate. Si tratta di un dolce semplicissimo, fatto con i Corn Flakes, burro, una marea di cioccolato da versarci sopra ed il miele per far compattare il tutto. In frigo per qualche ora ed il diabete è servito.

La lettura
Purtroppo, anche se amo leggere non ho avuto modo di farlo troppo questa estate, per diversi motivi. Le uniche cose che sto leggendo a raffica sono documenti e libri inerenti al mio argomento di tesi, sui quali per ovvie ragioni mi sto facendo proprio una cultura!
Magari, però, possa citare un libro molto simpatico che mi è stato regalato e che parla in modo molto divertente dei segni zodiacali. Si chiama "Sfigology, il lato oscuro della tua data di nascita", e fa molto sorridere. Vi dico solo che a proposito del mio segno si dice che sia laureato all'università di psicologia di Hannibal Lecter e non mi sento proprio di dargli torto, eheh.


La mia classifica si conclude qui, ringraziando il buon Riccardo per avermi scelta ed invitando chiunque a partecipare, invece che taggare io personalmente.
Piuttosto vi invito a porci tutta questa domanda esistenziale: perché si chiama Top 5 se le categorie da descrivere sono 3?😂

Una buona giornata, a chi non è come neve...

giovedì 3 agosto 2017

Ora tu riempi ogni spazio

E' passato quasi un mese da quando ho scritto l'ultimo post per poi sparire da qui.
E questo non di certo perché non abbia avuto cose da dire, anzi. Ce ne sono così tante.

La mia galleria conta più di 300 nuove foto scattate tra le strade ed i paesaggi romani e riguardandole ogni tanto pensavo tra me e me "questa è troppo bella, se la modifico un pochino posso caricarla sul blog e farci un bel post!". Ma come vedete, il suddetto non è coronato da nessuna foto.
Perché le cose non vanno mai come programmiamo.

E' un momento estremamente delicato, per il mio fidanzato e la sua famiglia in particolare. Ma è anche molto intimo e per questo motivo non entrerò nel merito della questione. Non ho paura di non trovare parole adatte o di essere fuori luogo, perché in realtà per come sono andate le cose è una cosa che sento in parte anche mia.
Però in questo momento voglio ed è bello ricordare altro.

Voglio ricordare e ricordarmi tutto l'amore che mi sta arrivando, paradossalmente proprio in un momento del genere.

Ho passato quasi 30 giorni in compagnia del mio fidanzato, 24 ore su 24, senza dividerci praticamente mai, e della sua famiglia. E se da una parte ho sentito la mancanza di casa e soprattutto dei miei tre bimbi, dall'altra al giorno del rientro una parte di me diceva però sarei potuta rimanere un altro pochino.
Questa vicinanza con tutti loro poteva fare solo due cose: o mi avrebbero odiata oppure ci saremmo amati alla follia. Ma vi ho già spoilerato all'inizio del post quale delle due situazioni mi si è proposta.
E' stato tutto naturale, come se con loro fossi sempre stata e se ci pensate è piuttosto arduo considerando sia che io sono una pazza furiosa dal comportamento nettamente scorpionico (tutti i diritti su questo termine sono riservati 😃), sia perché per tutto il resto dell'anno siamo a km di distanza e trovarsi invece tutti sotto lo stesso tetto è un bel cambiamento.
E' stato naturale ed un piacere andare a trovare mio suocero (perché voglio orgogliosamente sottolineare che ci ha tenuto a presentarmi a tutti i medici/amici come sua nuora ^.^) all'ospedale, senza mai considerarlo un sacrificio. Anzi, escludendo ovviamente il contesto in cui ci trovavamo, è stato anche divertente stare tutti insieme in quella sala d'aspetto e gironzolare tra i corridoi.
E' stato naturale ed un piacere uscire tutti insieme, io che sono piuttosto solitaria per natura e che in genere preferisco la presenza di gente strettamente legata alla mia persona, soprattutto durante le uscite che implicano cene e pranzi, dati i miei gusti a dir poco unici. Invece è stato carinissimo e mi sono sempre sentita a mio agio. E tutti voi conoscete i luoghi comuni che di solito circondano le suocere.
E' stato naturale ed un piacere legarmi sempre di più a mio cognato. Con discrezione, però con tutto l'affetto possibile. Abbracci random, risate a crepapelle, tante prese in giro verso Mizio, foto in cui sono uscita malissimo ma per fortuna lui sempre peggio di me.
E poi ovviamente è stato una bomba la mini convivenza con il mio amore. E' stato un gentiluomo, a dir poco. Mi ha coccolata senza sosta, comprando per me le mie merendine preferite e assicurandosi che stessi bene. Soprattutto è stato uno il gesto che ha fatto verso di me, che non voglio riportare ma lui lo sa a cosa mi riferisco, che mi ha dimostrato una volta ancora che è lui senza dubbio la persona giusta. Va oltre qualsiasi cosa, scavalca ogni confine ed io non potrò mai dimenticarmelo.

Ebbene, passati questi 30 giorni ho fatto ritorno a casa e purtroppo nel frattempo da Roma non sono arrivate buone notizie.
Ed è qui che entra in gioco l'amore collezionato nel periodo precedente, perché in momenti come questi non si pensa ad altro se non al proprio caro ovviamente. Invece queste quattro meravigliose persone hanno approfittato per riempirmi di calore; per dirmi che sono stati tanto felici di avermi avuta là ed anzi, che la mia presenza è già di nuovo attesa.
Ed allora io come posso non condividere con voi la mia, di felicità.
L'entusiasmo che mi pervade pensando che la famiglia della persona che amo ha imparato ad amare me ed a farsi amare a sua volta.
La dolcezza al pensiero che prima di me non c'è stata nessun'altra e non penso proprio che ci sarà, come nessun altro ci sarà al posto suo.

Tutti ambivano a farmi innamorare di Roma per andarci a vivere in un futuro non così lontano, oggi invece mi sono innamorata di qualcosa di meglio di una città. O meglio, di qualcuno.

Una buona serata, a chi non è come neve...

...Prima di te solamente vuoto
ora tu riempi ogni spazio...
T. Ferro 


sabato 8 luglio 2017

"Roma...ditemi che sto sognando"

Scrivo questo post dopo che sono successe tante cose, belle ed un po' meno, anche se per queste ultime si spera sempre si possa trovare una soluzione.

Andiamo per ordine.

Dal punto di vista accademico, sono lieta di annunciarvi che a Giugno di un anno fa di fatto iniziavo a sostenere i primi esami della magistrale ed a Giugno di quest'anno, dopo 12 mesi quasi esatti, li ho finiti tutti con grande soddisfazione. Ho scelto la mia relatrice che mi ha accettata al primo colpo assegnandomi subito un argomento bellissimo ed interessante, anche se dalle prime ricerche ho potuto constatare quanto sia anche abbastanza complesso.

Il giusto premio per le mie fatiche ed i miei traguardi è giunto praticamente subito. Il 27 ho preso il treno per Roma ed il 28 ero dispersa tra le migliaia di persone allo Stadio Olimpico ad urlare un unico nome: TIZIANO FERRO.
E' stato a dir poco bellissimo ed anche Maurizio, che non lo ama, dopo aver visto lo spettacolo si è ricreduto. Io mi sono comportata direi egregiamente, ho urlato il mio amore per il cantante ed anche qualche richiesta discutibile ma sono rimasta soddisfatta lo stesso del mio auto-controllo.
Comunque, scherzi a parte, è stato veramente strepitoso ed anche se non vi piace lui io consiglierei a tutti di assistere alla meraviglia cui ho partcipato io insieme alla mia sorellina ed ai nostri rispettivi fidanzati.
Gentile ricordo della serata stupenda offertomi dal fidanzato migliore del mondo, pezzo estratto da una foto bellissima scattata di notte, tornati a casa, mentre mia sorella addenta un panino gigante.

E mentre, purtroppo, mia sorella e mio cognato causa lavoro sono dovuti tornare a casa, io ancora il treno del ritorno non l'ho preso. In realtà non ho neppure il biglietto perché solo quando ti senti a casa puoi permetterti il lusso di non preoccuparti neanche della partenza.

Ovviamente da quando sono qui abbiamo approfittato per fare lunghi giri turistici nella citta eterna (praticamente cercano tutti di farmi innamorare così da rimanerci per sempre, eheh) ed in effetti sto visitando cose bellissime. Ad esempio, ieri abbiamo passeggiato romanticamente fino a San Pietro dove ho potuto collezionare stupende foto artistiche piene di luci, baci e turisti immortalati di sfuggita. Abbiamo visto posti verdissimi, cascate, fiumi...tutto molto bello davvero, romantico e divertente.

Certo spero con tutto il cuore, quando farò ritorno al caldissimo Sud, di poter essere in compagnia del mio amato fidanzato, perché vorrebbe anche dire che le cose meno belle di cui sopra si sono risolte finalmente per bene ma di questo non spetta certo a me parlare, qundi semplicemente aspettiamo e continuiamo ad incrociare le dita.

Per il resto cosa raccontarvi ancora di questo lampo di vita, come direbbe Luca Carboni? Che anche se non commento subito vi leggo sempre lo stesso, che spero che la vostra estate stia passando al meglio e che fino ad ora non mi sono ustionata troppo sotto il sole cocente, come invece l'anno scorso.

Adesso penso che proverò a buttare giù qualche rigo della tesi, approfittando della fugace assenza del mio rrromano.

Un abbraccio ed una buona giornata, a chi non è come neve...