domenica 20 agosto 2017

Paura di cadere ma voglia di volare

So quello che vorrei dire ma non so come dirlo.
In quest'ultimo periodo mi sono sentita spesso come se avessi avuto un mondo dentro di me e come se fossi stata completamente vuota.

Oggi ho guardato per l'ultima volta quella che, negli ultimi quasi 5 anni, è stata la mia casa, pur non essendo mia.
E' stato come nei film, però era vero.
Sono rimasta nel corridoio buio, a guardare verso quello che è stato per tanto tempo il mio rifugio, fermando il magone che cominciava a salire.

Non mi ha fatto effetto il momento in cui mettevo tutto negli scatoloni, forse perché c'erano i miei genitori con me, oppure perché la fatica era tanta che non ho avuto il tempo di pensarci.
Non mi ha fatto effetto neanche entrare in macchina, perché ho inghiottito tutto prima di prendere l'ascensore per la prima volta senza in tasca le chiavi per poter riaprire.

Mi ha fatto effetto la parte finale del ritorno, ripensando a quella scena. A me, al corridoio buio, le porte chiuse, le pareti bianche, le mensole vuote.
Ho pensato che all'inizio non volevo proprio starci in quel posto, in quella città. Invece adesso penso a quanto mi mancherà.
Ho scaricato tutto dalla macchina ed ancora una volta non ho avuto modo di rendermi conto bene, anche perché il caldo asfissiante mi ha completamente atrofizzata nonostante abbia continuato a sistemare il più possibile le prime cose.

Però poi mi sono fermata ed ho fatto quello che ho sempre fatto quando mi sono sentita come oggi.
Ho chiuso la porta a chiave dietro di me, mi sono poggiata con la schiena contro il marmo lasciandomi sedere sul freddo del pavimento ed ho lasciato che mi sentissi come dovevo sentirmi.
Perché sapevo che sarebbe stato così forte ed ogni tanto ci ho pensato, ma mi ripetevo che avrei dovuto rimandare i nodi in gola al momento adatto ed oggi è stato il momento adatto.

Ho alzato la testa e mentre con lo sguardo seguivo le venature del rivestimento del bagno, ho sentito crollarmi addosso al collo ed al petto tutto il fiume che avevo dentro.
Mi sono sentita tanto sola, perché forse è qualcosa che devo sentire solo io o forse perché per oggi è meglio così.
Ho sentito tutto quello che avevo taciuto fino a quel momento perché era meglio dare la precedenza ad altro e mi sono ritrovata a pensare a tante, tantissime cose scollegate, come scollegate erano quelle macchie che ho continuato a guardare senza staccarmi mai.

Mi sono ripetutamente messa in piedi per lavarmi il viso e mi sono specchiata accorgendomi di essere una tela completamente bianca, complice anche il sonno ed un mal di testa che ormai mi tormenta da giorni senza tregua, con un unico tocco di colore: il rosso dei miei occhi.
Mi sono sentita tanto piccola ma ho visto in me dei lineamenti più maturi, che prima non avevo.
Mi sono sentita tanto sola ma non sconfitta, non alla fine, non senza un'altra possibilità di farcela ancora.
Mi sono sentita come ci si deve sentire in questi momenti, quando sai che quello che hai fatto lo hai fatto per te stessa e che comunque vada quello che farai lo dovrai anche alle emozioni così.

Mi sono sentita, finalmente e scrivendo questo post, in precario ma sufficiente equilibrio.

Una buona serata, a chi non è come neve...

domenica 13 agosto 2017

Il segno di un'estate -Top5Summer

Nella mia testa stavano lottando diversi post da pubblicare, poi ha vinto il buonsenso ed il silenzio e quindi ho scelto di onorare il tag di Riccardo sul suo Bazar.
Purtroppo credo che non avrò molto e di nuovo da dire, ma accettatemi per quella che sono 😃

La canzone 
Io non sono proprio il tipo che ama i tormentoni convenzionali, quindi Enrique tu meritavi solo ai tempi invernali precedenti, poi sei uscito dalla mia vita musicale. Ovviamente tutti sapete che il mio ammmore sconfinato è per Tiziano e che rappresenta il mio tormentone per la vita, però Riccardo pregava che non fossi scontata nella mia scelta e quindi ho deciso di assecondarlo.
Così la mia seconda preferenza ricade su una canzone molto bella, a mio avviso, di un gruppo che è una piacevole scoperta non troppo vecchia per me; si tratta di Believers degli Imagine Dragons.
Significato, musicalità e voce che si adattano bene ai miei gusti.
Comunque per strapparvi un sorriso aggiungo che invece la mia nipotina tre-enne ama "l'esercito dei selfie" e non vi dico come la canta a squarciagola con la sua dialettica!

La ricetta
Io non sono una cuoca e temo che non lo sarò mai, anche perché non amo mangiare ed assaggiare cose nuove. Comunque, scavando nei meandri della mia mente mi sono resa conto che esiste una ricetta che io e le mie coinquiline abbiamo riproposto molteplici volte (soprattutto a causa mia 😁) dalla fine dell'inverno all'inizio dell'estate. Si tratta di un dolce semplicissimo, fatto con i Corn Flakes, burro, una marea di cioccolato da versarci sopra ed il miele per far compattare il tutto. In frigo per qualche ora ed il diabete è servito.

La lettura
Purtroppo, anche se amo leggere non ho avuto modo di farlo troppo questa estate, per diversi motivi. Le uniche cose che sto leggendo a raffica sono documenti e libri inerenti al mio argomento di tesi, sui quali per ovvie ragioni mi sto facendo proprio una cultura!
Magari, però, possa citare un libro molto simpatico che mi è stato regalato e che parla in modo molto divertente dei segni zodiacali. Si chiama "Sfigology, il lato oscuro della tua data di nascita", e fa molto sorridere. Vi dico solo che a proposito del mio segno si dice che sia laureato all'università di psicologia di Hannibal Lecter e non mi sento proprio di dargli torto, eheh.


La mia classifica si conclude qui, ringraziando il buon Riccardo per avermi scelta ed invitando chiunque a partecipare, invece che taggare io personalmente.
Piuttosto vi invito a porci tutta questa domanda esistenziale: perché si chiama Top 5 se le categorie da descrivere sono 3?😂

Una buona giornata, a chi non è come neve...

giovedì 3 agosto 2017

Ora tu riempi ogni spazio

E' passato quasi un mese da quando ho scritto l'ultimo post per poi sparire da qui.
E questo non di certo perché non abbia avuto cose da dire, anzi. Ce ne sono così tante.

La mia galleria conta più di 300 nuove foto scattate tra le strade ed i paesaggi romani e riguardandole ogni tanto pensavo tra me e me "questa è troppo bella, se la modifico un pochino posso caricarla sul blog e farci un bel post!". Ma come vedete, il suddetto non è coronato da nessuna foto.
Perché le cose non vanno mai come programmiamo.

E' un momento estremamente delicato, per il mio fidanzato e la sua famiglia in particolare. Ma è anche molto intimo e per questo motivo non entrerò nel merito della questione. Non ho paura di non trovare parole adatte o di essere fuori luogo, perché in realtà per come sono andate le cose è una cosa che sento in parte anche mia.
Però in questo momento voglio ed è bello ricordare altro.

Voglio ricordare e ricordarmi tutto l'amore che mi sta arrivando, paradossalmente proprio in un momento del genere.

Ho passato quasi 30 giorni in compagnia del mio fidanzato, 24 ore su 24, senza dividerci praticamente mai, e della sua famiglia. E se da una parte ho sentito la mancanza di casa e soprattutto dei miei tre bimbi, dall'altra al giorno del rientro una parte di me diceva però sarei potuta rimanere un altro pochino.
Questa vicinanza con tutti loro poteva fare solo due cose: o mi avrebbero odiata oppure ci saremmo amati alla follia. Ma vi ho già spoilerato all'inizio del post quale delle due situazioni mi si è proposta.
E' stato tutto naturale, come se con loro fossi sempre stata e se ci pensate è piuttosto arduo considerando sia che io sono una pazza furiosa dal comportamento nettamente scorpionico (tutti i diritti su questo termine sono riservati 😃), sia perché per tutto il resto dell'anno siamo a km di distanza e trovarsi invece tutti sotto lo stesso tetto è un bel cambiamento.
E' stato naturale ed un piacere andare a trovare mio suocero (perché voglio orgogliosamente sottolineare che ci ha tenuto a presentarmi a tutti i medici/amici come sua nuora ^.^) all'ospedale, senza mai considerarlo un sacrificio. Anzi, escludendo ovviamente il contesto in cui ci trovavamo, è stato anche divertente stare tutti insieme in quella sala d'aspetto e gironzolare tra i corridoi.
E' stato naturale ed un piacere uscire tutti insieme, io che sono piuttosto solitaria per natura e che in genere preferisco la presenza di gente strettamente legata alla mia persona, soprattutto durante le uscite che implicano cene e pranzi, dati i miei gusti a dir poco unici. Invece è stato carinissimo e mi sono sempre sentita a mio agio. E tutti voi conoscete i luoghi comuni che di solito circondano le suocere.
E' stato naturale ed un piacere legarmi sempre di più a mio cognato. Con discrezione, però con tutto l'affetto possibile. Abbracci random, risate a crepapelle, tante prese in giro verso Mizio, foto in cui sono uscita malissimo ma per fortuna lui sempre peggio di me.
E poi ovviamente è stato una bomba la mini convivenza con il mio amore. E' stato un gentiluomo, a dir poco. Mi ha coccolata senza sosta, comprando per me le mie merendine preferite e assicurandosi che stessi bene. Soprattutto è stato uno il gesto che ha fatto verso di me, che non voglio riportare ma lui lo sa a cosa mi riferisco, che mi ha dimostrato una volta ancora che è lui senza dubbio la persona giusta. Va oltre qualsiasi cosa, scavalca ogni confine ed io non potrò mai dimenticarmelo.

Ebbene, passati questi 30 giorni ho fatto ritorno a casa e purtroppo nel frattempo da Roma non sono arrivate buone notizie.
Ed è qui che entra in gioco l'amore collezionato nel periodo precedente, perché in momenti come questi non si pensa ad altro se non al proprio caro ovviamente. Invece queste quattro meravigliose persone hanno approfittato per riempirmi di calore; per dirmi che sono stati tanto felici di avermi avuta là ed anzi, che la mia presenza è già di nuovo attesa.
Ed allora io come posso non condividere con voi la mia, di felicità.
L'entusiasmo che mi pervade pensando che la famiglia della persona che amo ha imparato ad amare me ed a farsi amare a sua volta.
La dolcezza al pensiero che prima di me non c'è stata nessun'altra e non penso proprio che ci sarà, come nessun altro ci sarà al posto suo.

Tutti ambivano a farmi innamorare di Roma per andarci a vivere in un futuro non così lontano, oggi invece mi sono innamorata di qualcosa di meglio di una città. O meglio, di qualcuno.

Una buona serata, a chi non è come neve...

...Prima di te solamente vuoto
ora tu riempi ogni spazio...
T. Ferro 


sabato 8 luglio 2017

"Roma...ditemi che sto sognando"

Scrivo questo post dopo che sono successe tante cose, belle ed un po' meno, anche se per queste ultime si spera sempre si possa trovare una soluzione.

Andiamo per ordine.

Dal punto di vista accademico, sono lieta di annunciarvi che a Giugno di un anno fa di fatto iniziavo a sostenere i primi esami della magistrale ed a Giugno di quest'anno, dopo 12 mesi quasi esatti, li ho finiti tutti con grande soddisfazione. Ho scelto la mia relatrice che mi ha accettata al primo colpo assegnandomi subito un argomento bellissimo ed interessante, anche se dalle prime ricerche ho potuto constatare quanto sia anche abbastanza complesso.

Il giusto premio per le mie fatiche ed i miei traguardi è giunto praticamente subito. Il 27 ho preso il treno per Roma ed il 28 ero dispersa tra le migliaia di persone allo Stadio Olimpico ad urlare un unico nome: TIZIANO FERRO.
E' stato a dir poco bellissimo ed anche Maurizio, che non lo ama, dopo aver visto lo spettacolo si è ricreduto. Io mi sono comportata direi egregiamente, ho urlato il mio amore per il cantante ed anche qualche richiesta discutibile ma sono rimasta soddisfatta lo stesso del mio auto-controllo.
Comunque, scherzi a parte, è stato veramente strepitoso ed anche se non vi piace lui io consiglierei a tutti di assistere alla meraviglia cui ho partcipato io insieme alla mia sorellina ed ai nostri rispettivi fidanzati.
Gentile ricordo della serata stupenda offertomi dal fidanzato migliore del mondo, pezzo estratto da una foto bellissima scattata di notte, tornati a casa, mentre mia sorella addenta un panino gigante.

E mentre, purtroppo, mia sorella e mio cognato causa lavoro sono dovuti tornare a casa, io ancora il treno del ritorno non l'ho preso. In realtà non ho neppure il biglietto perché solo quando ti senti a casa puoi permetterti il lusso di non preoccuparti neanche della partenza.

Ovviamente da quando sono qui abbiamo approfittato per fare lunghi giri turistici nella citta eterna (praticamente cercano tutti di farmi innamorare così da rimanerci per sempre, eheh) ed in effetti sto visitando cose bellissime. Ad esempio, ieri abbiamo passeggiato romanticamente fino a San Pietro dove ho potuto collezionare stupende foto artistiche piene di luci, baci e turisti immortalati di sfuggita. Abbiamo visto posti verdissimi, cascate, fiumi...tutto molto bello davvero, romantico e divertente.

Certo spero con tutto il cuore, quando farò ritorno al caldissimo Sud, di poter essere in compagnia del mio amato fidanzato, perché vorrebbe anche dire che le cose meno belle di cui sopra si sono risolte finalmente per bene ma di questo non spetta certo a me parlare, qundi semplicemente aspettiamo e continuiamo ad incrociare le dita.

Per il resto cosa raccontarvi ancora di questo lampo di vita, come direbbe Luca Carboni? Che anche se non commento subito vi leggo sempre lo stesso, che spero che la vostra estate stia passando al meglio e che fino ad ora non mi sono ustionata troppo sotto il sole cocente, come invece l'anno scorso.

Adesso penso che proverò a buttare giù qualche rigo della tesi, approfittando della fugace assenza del mio rrromano.

Un abbraccio ed una buona giornata, a chi non è come neve...

domenica 25 giugno 2017

...Sguardi, passi falsi, ritratti, capodanni... (I miei anni 90)

Scrivo il post in ritardo ma credo che sia il momento giusto per qualcosa di leggero, perché avrei tante cose di cui aggiornarvi, ma rimanderò al prossimo appuntamento.
Si tratta del gioco lanciato dal blogger più famoso dell'Internet, MikiMoz, che a me è stato passato dal buon Riccardo. In teoria dovrei parlarvi dei miei anni 90, ma siccome il post sarebbe del tipo "ero nata da poco, fine" mi è stata concessa una deroga con la possibilità di spostarmi di un decennio.

Vi avviso subito che scoprirete probabilmente cose molto imbarazzanti di me, leggendomi.

Musica
In quegli anni ero ancora piuttosto piccola ma è proprio in quel momento che nasce il mio amore profondissimo per Tiziano. Ero ancora alle elementari e per ascoltarlo mi chiudevo a chiave nella cameretta per non farmi beccare da mia sorella grande, perché il primissimo CD e lo stereo erano suoi. Ero proprio già ossessionata da quel disco, lo ascoltavo ogni giorno e quando poi ho scoperto che Rosso Relativo aveva dentro il mio nome...
Siccome quelle prime canzoni erano molto ballabili ci costruivo sopra anche delle coreografie da far paura, che se mi mettessi adesso a ripeterle Shakira levati proprio. Il pallino del ballo mi rimase per moltissimi anni, mi ero anche iscritta a scuola, ma ero troppo timida per continuarlo così abbandonai ancora prima del primo saggio, proprio la lezione dopo quella in cui erano arrivate le scarpette.
Tiziano comunque non era l'unico che ascoltavo. Nel decennio 2000-2010 c'era ancora Max Pezzali come piaceva a me, in particolar modo ricordo che mi ero affezionata parecchio a "Lo strano percorso". Poi c'erano i canali musicali che mi sciroppavo dalla mattina alla sera, in cui passava di tutto tipo gente che penso di conoscere solo io (ad esempio loro o loro), e la cosa terrificante è che dopo anni me li ricordo pure...
Nel 2010 avevo 17 anni ed anche in quel periodo (in realtà poco prima) c'è stato una imbarazzante pagina di vita in cui ascoltavo canzoni da truzzi e musica neo-melodica, testi contraddistinti, questi, dalla presenza imprescindibile di qualcuno o che parlava al telefono o che veniva tradito/tradiva e chiedeva perdono.
Che cosa raccapricciante.

Cinema
Al cinema ci andavo e ci vado ancora oggi poco. Non perché non mi piacesse/piaccia, ma perché quando uscivo preferivo stare altrove con le mie amiche. Ricordo di esserci andata sicuramente per vedere This is it, il film su Michael Jackson's, che la sala era semi vuota e che mia sorella imitava l'urletto che faceva lui durante i balletti scatenando le risate dei pochi presenti.
Ho anche un raccapricciante ricordo di quando mi sono lasciata convincere ad andare a vedere Amore 14, il film di Moccia. Una cosa terribile, veramente. Mi ha spaventato più quello che Paranormal Activity, il quale invece è stato una delusione pazzesca. Per continuare il tour dell'orrore sarei dovuta andare a vedere anche "Ho voglia di te", ma mi salvò il fatto che sono una persona orribile.
Comunque, ricordi di film più piacevoli li ho legati al fatto che c'è stato un periodo in cui mio padre portava spesso mia sorella minore e me a guardare i cartoni. Avevo 10 anni, guardavamo "Koda fratello orso", era bello ma non lo era quel momento della mia vita, nella mia famiglia.

Film
Di film non ho ricordi in particolare. Anzi, ne ho uno e me ne vergogno. Sopra ho parlato male e con raccapriccio dei film di Moccia perché ero più cresciutella ed avevo messo su coscienza, ma la verità è che appena uscito mi ero innamorata follemente di "Tre metri sopra il cielo". Lo so, lo so, lo so. Non mi guarderete più con gli stessi occhi, ma mettetevi nei miei panni. Avevo 11 anni ed ero alle prese con le primissime cottarelle. Tutte sognavano il tipo maledetto e tenebroso come Step, che ti ruba il cuore e fa lo stronzo. Col senno di poi, crescendo, ho capito che ai tipi così io posso solo spaccare la faccia ed i denti.
Comunque, accantonata la parentesi imbarazzante, mi sono ben presto innamorata dei film horror/splatter. Ma purtroppo non ne ho ancora trovato uno degno di nota.

Fumetti e letture/Libri
Fumetti nulla ma letture a go-go. Ho sempre amato leggere, da quando ho imparato a farlo. Mi sono presto innamorata di Piccole donne e Piccole donne crescono, ma spaziavo su qualsiasi cosa. Alternavo racconti prettamente per ragazzi a letture più impegnative come thriller, horror, biografie.
Insomma, non avrei modo di stilare una lista completa perché sarebbe parecchio lunga, ma questo era l'andamento, insomma.

Giochi
Siccome fino a buona parte degli anni 2000 ero una ragazzina (direi quasi viziata data la mole di cose che mi concedevano i miei genitori) di giochi ne avevo tantissimissimi. Non amavo le bambole e prediligevo cose più creative o giochi all'aperto, ma ricordo che adoravo questa, regalo generosissimo di mio cognato e mia sorella i quali mi hanno regalato anche un bellissimo computer -da bambini- dell'Oregon Scientific, con cui imparavo la matematica, l'inglese, ecc. Mi è durato in ottime condizioni finché non lo hanno intercettato i miei nipotini. Poi adoravo con tutto il cuore i giochi in scatola della Sapientino: avevo quello stile piccolo chimico, quello di botanica e così via. E' una passione che ho trasferito anche ai nipotini che hanno ricevuto queste meraviglie a bizzeffe (anche per la mia gioia, eheh).
In assoluto il mio preferito era Bobby, ovviamente, il mio cane bellissimo di peluche.

Videogames
Sono sempre stata attratta dalla tecnologia, tanto per quanto riguarda i telefoni, tanto per tutto il resto. Quindi, nonostante le mie coetanee fossero poco interessate a queste cose, io alla promozione a pieni voti alle medie, mi feci regalare la Playstation 2 dal mio generoso papà. Ci giocavo spesso, mi arrabbiavo e diventavo pazza, quindi la spegnevo e la maledivo. Avevo giochi vari, mi ricordo in particolare Rayman ed il gioco costosissimo del Wrestling, forse del 2006. Potrei cercarlo ma sarebbe un lungo lavoro. La consolle, comunque, l'ho abbandonata dopo un po' e quindi è ancora nuovissima nel mio salone. E' successo lo stesso con la Wii, anche se in questo caso un giorno papà è tornato a casa e ci disse, di sua volontà, "guardate che vi ho comprato!".

Televisione
A palla proprio. Guardavo molti cartoni da piccola e poi quei programmi adolescenziali che mandavano in onda su Disney Channel. Era in assoluto il canale più gettonato in quegli anni, da me e dai miei amici, insieme a Cartoon Network, in cui mandavano cartoni animati più che diseducativi (tipo Mucca e Pollo). A parte quelli, crescendo non ho avuto attenzioni particolari per un programma piuttosto che per un altro. Comunque non ho mai guardato Uomini e Donne ed affini.

Look
La moda continua ad interessarmi molto poco. Non ho mai avuto uno stile particolare. Verso gli anni delle superiori ho cominciato a capire che ho dei gusti semplici e che amo le cose strette e non quelle che scendono morbide. Comunque in quegli anni ricordo rilevante è stato il colore dei miei capelli. Non ho mai fatto tinte ed affini, perché ho un colore che mi piace molto, ma per un periodo di tempo ho tenuto le extension colorate. La mia colleziona vanta(va) le seguenti tonalità: rosa, bianco, rosso, blu, viola (molto viola). Non tutti insieme comunque, eh ^.^

Life
Qui potrei spaziare molto, anche troppo. In ordine cronologico potrei dire:
tanta aria aperta, arrampicamenti vari e pericolosi (come vi avevo detto), la compagnia di moltissimi animali (cani in primis, incominciando dalla mia bellissima Laika che è con noi da quando ero bambina ma anche un pony che papà mi regalò anche se io ho sempre avuto paura dei cavalli. Comunque lo trattavo amorevolmente, avevo imparato ad avvicinarmici anche tranquillamente e quando non potemmo più prendercene cura lo regalammo ad una famiglia) e delle mie amiche di infanzia che abitavano vicino a me. Poi le prime uscite nella piazza del paese, le compagnia immense che si sono perse per strada, la scuola superiore che mi piaceva tantissimo e gli studi, i primi passi verso il diventare adulti. Le prime delusioni, le volte in cui credevo che il mio cuore si fosse spezzato ed invece ero solo troppo piccola per capire la verità.

Ricordo dell'epoca
Ne metto due in uno.
In primo luogo, ovviamente, parte delle mie agendine ed i miei diari. Come detto più volte ho sempre scritto e collezionato le mie parole e le mie esperienze nero su bianco. Lo faccio ancora ora e credo che non smetterò col tempo. Sono dei ricordi importantissimi.
Il secondo è il mio telefono bellissimo. L'ho usato per anni, dal Novembre del 2007 fino al primo anno di Università (anche se qui usavo anche il BlackBerry per motivi logistici) . E' ancora in ottime condizioni ed è rimasto come l'ultima volta che l'ho usato. E' un ricordo importante perché dentro c'è di tutto. Tutti i miei ricordi di quegli anni venivano sistematicamente annotati anche nelle note di quel telefono. Non l'ho mai più riacceso perché non ci sono cose che ho bisogno di rivedere, ma è comunque nel mio cassetto e volendo è ancora utilizzabile come nuovo.

Insomma, si conclude qui il mio giro turistico nel decennio della mia adolescenza.
Ringrazio Riccardo per questo gioco e chi ha voluto leggere il mio post super lungo. Per quanto riguarda le persone da nominare decido di derogare e di farlo fare a chiunque ne abbia voglia liberamente. 

Una buona giornata, a chi non è come neve...


giovedì 15 giugno 2017

C'era qualcosa, qualcosa che...

E' il modo in cui mi stringe le mani....

Era tanto tempo che non passavamo la notte insieme. Troppo.
Dopo tante notti, troppe, mi dorme accanto.

Fa caldissimo, insopportabile, è pieno di zanzare. Ma non importa per niente.
Lui dorme alla mia destra, al lato del muro. Non è la regola ma quando siamo qui dormiamo così.

Il suo petto è contro la mia schiena, il suo braccio sinistro è sotto al mio collo, ci passa oltre e la mano si abbandona sul cuscino. Il suo braccio destro è sul mio addome, leggermente sul seno e di nuovo anche quello si abbandona oltre il mio corpo, sul cuscino.
La mia mano sinistra è completamente stretta alla sua, quella destra leggermente più morbida sul suo pugno destro.

Non è la posizione più comoda del mondo. Ma il modo in cui mi stringe le mani...
Sento il suo mento affondare tra i miei capelli ed il suo respiro proprio dentro le mie orecchie.
Continuo a stringere la sua mano anche se quasi mi fa male la presa, immaginando di avere le nocche bianche. Probabilmente anche lui pensa che non sia comodissimo.

Però mi dice "spegni la luce, dormiamo così" e si libera un attimo per tornare a stringermi in quel modo perfetto e per baciarmi sulle guance, sulla testa.
Sorrido per tutto il tempo in cui riesco a stare sveglia perché siamo entrambi stanchissimi per motivi diversi, le mie gambe fanno male da morire, ma dormire in quel modo così dolce cancella tutto.

Dalla primissima volta in cui abbiamo condiviso il letto ho sentito che voleva starmi accanto anche così. Quando sono leggermente distante sento sempre il suo braccio stringermi dalla pancia al seno e letteralmente tirarmi contro di se, baciarmi il collo, il viso...
E' una cosa che amo tantissimo.

E' uno dei modi più dolci e veri con cui qualcuno mi abbia mai detto "ti amo".
E comunque tutti gli altri sono ancora di nuovo solo suoi.

Dormire insieme è qualcosa di intimissimo. Una delle cose che più mi manca quando siamo lontani, anche se io amo dormire e farlo comoda e solitamente dividere un lettino in due tecnicamente non lo è.
Però scegliersi anche durante il buio, durante il momento che in teoria si dovrebbe dedicare al proprio riposo è, ancora una volta, un modo in più per dirsi miseimancatocosìtanto.
Forse proprio aver sentito così la mancanza del suo corpo, della sua vicinanza, mi fa adorare tutto questo e forse mi si potrebbe dire, o lo si potrebbe semplicemente pensare in silenzio, che un giorno, quando l'abitudine la farà da padrona, tutto questo mi avrà stancata. Però io non mi stanco così facilmente delle attenzioni, dei contatti, degli sguardi, delle sue mani sul mio corpo. Non mi ci sono sentita quando siamo stati insieme 24 ore su 24 l'estate scorsa, non mi ci sono sentita quando litigavamo furiosamente per nulla e non credo che me ne stancherò neppure quando finalmente avremo eliminato quello che ci tiene distanti senza volerlo.

Adesso il mio letto è di nuovo solo per me ed anche se probabilmente la comodità è migliore, non c'è una notte in cui, prima di chiudere gli occhi, non mi venga spontaneo pensare a quanto lo vorrei accanto.
Però sorrido, finalmente dopo mesi di un certo tipo sorrido, perché prima di quanto immaginiate le -stavolta- sue lenzuola saranno impregnate dal mio profumo. E lo rimarranno probabilmente per un bel po'.

Una buona serata, a chi non è come neve...

venerdì 2 giugno 2017

Mi ricordi che rivivo in tante cose

Mi sembra di scrivere spesso le stesse cose: non riesco a dormire ma muoio di sonno.
La notte bramo sonno in tutte le lingue, pur avendone già parecchio addosso, poi chiudo gli occhi e li devo ri-spalancare l'attimo dopo perché non riesco.
Provo a pensare di non conoscerne il motivo ed invece non è così. E poi la mattina, quando ancora vorrei rotolarmi nelle lenzuola presa dal mondo dei sogni, un nodo alla gola comincia ad urlarmi "non me ne importa niente se hai sonno, svegliati, svegliati!" e quindi mi alzo.
E' la stessa sensazione di paura, emozione e nervosismo che si prova quando si sta per sostenere un esame da lì a qualche ora, o di quando si sta per intraprendere un viaggio tanto atteso, o di quando stai per incontrare il tuo cantante preferito.
Eppure io, per ora, non sto per fare niente di tutto questo.

Comunque stanotte ero alle prese con il solito battibecco col mio cervello (allego foto per farvi gustare il mio senso dell'umorismo notturno) e guardavo il muro della mia stanza.
Screen della mia simpatia notturna
A parte le foto, la bandiera della Roma e i vari cimeli di Tiziano di cui vi ho detto già, le mie pareti sono deliziate da dei carinissimi punti luce. Quelle forme fluorescenti in plastica, di solito stelle o cuori, che si attaccano senza il rischio di tirar via tutto il muro e che piacciono tanto ai bambini.

Beh, piacciono moltissimo anche a me che li ho, manco a dirlo, a tema cielo stellato. Potrei allegare foto anche qui, ma sarebbe impossibile centrarle senza riprendere il resto intorno, quindi usate la fantasia.
Ebbene, notavo deliziata che il buio della mia stanza era interrotto da questi e poi però anche dalle lucine della televisione spenta, da quelle del PC lasciato sulla scrivania e dal favore della luna (o dei lampioni, chissà) che si infiltrava dai buchini della serranda.
Ho pensato che era una bellissima atmosfera, neanche nuova ma diversa.

E poi sentivo in lontananza la musica di qualche locale frequentato da baldi giovani che, a differenza mia, si godono anche l'altra faccia dell'Università fatta di festini, karaoke, discoteche. Mentre pensavo a questo, a quanto fosse bello quel momento ed a quanto forse potesse non dispiacermi essere ancora sveglia, cominciano delle note che riconosco immediatamente.
Perché credetemi, quando si tratta di Tiziano mi basta letteralmente il primo secondo per riconoscerlo.
Mi ha fatto sorridere questo "regalo" del destino e poi però, in un attimo e senza motivo, ho sentito delle piccole perle salate scivolarmi via dagli occhi fino a perdersi sulle guance. Si sono esaurite subito, senza nessuno sfogo.

Perché io conosco molti modi di piangere.
C'è il pianto di gioia che non ha bisogno di essere spiegato. Lo riconosci dal cuore che va a mille, dal sorriso che si spalanca verso il mondo.
C'è il pianto di rabbia, quello che io, per mia indole, provo più spesso. Che mi immobilizza il viso in un'espressione di odio profondo ed in cui le lacrime scappano senza permesso nonostante cerchi di fare forza con una stretta dei denti per evitarle.
C'è il pianto disperato, che è quello che odio più di tutti. Che fa rima col sentirsi traditi, feriti, distrutti. Che quando parte mi fa sembrare una bambina, mi apre il cuore, lo stomaco, mi toglie il respiro e mi fa sentire come se mi stessero rubando ogni volta una parte di me. E' un pianto che ho riservato a pochi, che forse non hanno mai visto neanche i miei genitori se non da piccola, ovviamente.

E poi c'è il pianto di stanotte che non appartiene a nessuna delle precedenti categorie e che non ha portato via nulla. Nessuna espressione, nessun calore da dentro lo stomaco, nessuna tristezza. Solo due, al massimo quattro, lacrimucce perdute per sempre dentro il mio letto.

Forse mi serviva per non esplodere di colpo come è successo invece a Gennaio e Febbraio, forse è stato solo un caso, forse è stato Tiziano.
Comunque alla fine va ed andrà tutto bene (e se non andrà bene non sarà la fine).

Nella mia mente ho un piano (solo a breve termine, però è già qualcosa) e mi fiderò di questo, di me. Devo solo dirlo al nodo in gola che mi tiene sveglia la notte e mi strattona al mattino.

Un buon fine settimana, a chi non è come neve...